Pensione casalinghe con e senza contributi fino a 1.000 € al mese

Le casalinghe hanno la possibilità di garantirsi un futuro economico sicuro. Tutte le possibilità in campo da conoscere

Il lavoro domestico, seppur spesso sottovalutato, rappresenta un contributo fondamentale al benessere delle famiglie. Tuttavia, le persone che scelgono di dedicarsi alla cura della casa e della famiglia anziché lavorare come dipendenti o autonomi hanno anch’esse il diritto di pianificare il proprio futuro pensionistico. Vediamo quali sono le possibilità di cui possono usufruire le persone che svolgono un’attività così fondamentale per la società.

Pensione casalinghe
Pensioni casalinghe: come funzionano – (Architectours.it)

Come è giusto che sia, le casalinghe hanno la possibilità di garantirsi un futuro economico sicuro. Tuttavia, è importante essere consapevoli dei requisiti e delle procedure necessarie per accedere a questi benefici previdenziali e pianificare di conseguenza. Esistono principalmente due opzioni per le casalinghe: il Fondo Casalinghe, attraverso il versamento dei contributi previdenziali, e la pensione sociale, senza necessità di versamenti, ma con un importo inferiore. Analizziamo nel dettaglio le due misure.

Pensione casalinghe: tutte le possibilità in campo

Il Fondo Casalinghe, offerto dall’INPS come alternativa ai contributi volontari, consente di accumulare i contributi necessari per ottenere una pensione in età avanzata. È importante sottolineare che i versamenti al Fondo sono volontari e non sono destinati alla ricongiunzione con altre gestioni né alla totalizzazione. Tuttavia, garantendo un contributo costante per un totale di 35 anni, si può ottenere un trattamento pensionistico di circa 1.000 euro al mese.

Pensione casalinghe
Pensione casalinghe: tutte le possibilità in campo – (Architectours.it)

L’iscrizione al Fondo è aperta a coloro che dimostrano di non avere un’attività lavorativa propria né un contratto di lavoro dipendente, e può essere effettuata tramite domanda sul portale dell’INPS. I contributi minimi mensili sono di 26 euro, ma non esiste un importo prefissato. È importante notare che i contributi rimangono silenti, il che significa che non possono essere utilizzati per la ricongiunzione o la totalizzazione.

Tuttavia, per molte famiglie, il costo e l’impegno a non lavorare costantemente rendono difficile l’utilizzo di questa opzione. In alternativa, le persone che non hanno accumulato abbastanza contributi per una pensione di vecchiaia possono optare per la pensione sociale.

I requisiti per ottenere la pensione sociale sono: avere almeno 67 anni di età, essere cittadino italiano o europeo, aver avuto una residenza stabile e continuativa in Italia per almeno 10 anni, e avere un reddito inferiore a una soglia minima. Quest’ultima viene aggiornata annualmente e determina l’ammontare dell’assegno, che può variare tra 534 euro al mese per chi ha un reddito pari a zero e 435 euro al mese per chi possiede un reddito inferiore alla soglia prefissata.

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