Allarme prezzo del gas in Europa: ecco perché potrebbe aumentare di molto

Il prezzo del gas in Europa potrebbe nuovamente aumentare ed essere un vero pericolo imminente per tutte le famiglie.

Dopo una parziale discesa del prezzo sul mercato internazionale e quindi un relativo abbassamento anche dei costi in bolletta, la situazione rischia di sfuggire di mano e portare a conseguenze disastrose come i mesi precedenti.

Allarme prezzo del gas in Europa
Prezzo del gas in Europa, è allarme (architectours.it)

Sicuramente in estate molti auspicano alla minore incidenza che questo potrebbe avere sul costo finale, quindi tradotto in termini propri quello che realmente andrebbe a gravare finanziariamente sulle famiglie italiane, ma ci sono da considerare anche i bonus ridotti degli ultimi tempi, la modifica agli incentivi sociali, le accise e l’IVA che è tornata a livelli standard da considerare per le modifiche di cui prendere atto.

Prezzo del gas in aumento: cosa comporta per le famiglie

In Europa c’è un nuovo allarme e questa volta le cose potrebbero andare peggio del previsto. Ovviamente nel periodo estivo la domanda effettiva del gas scende e in tutta Europa nei prossimi dieci giorni – viste le temperature – le stime saranno al ribasso. I riscaldamenti in molti Paesi si spengono e in altri non saranno comunque molto utilizzati, questo metterà un freno ovviamente alla situazione. L’Europa ha al momento una capacità di stoccaggio del 62% per quanto riguarda il gas che insieme alle importazioni riesce ovviamente a pareggiare i conti e quindi rendere fruibile per tutti il quantitativo necessario.

prezzo gas europa allarme
Perché il prezzo del gas continua a salire (architectours.it)

Ad aprile c’è stato un aumento del 3% dei contratti e quindi i futures sono scesi ma di un minimo, i prezzi sono rimasti volatili e la situazione piuttosto stabile. Il prezzo però potrebbe subire nuove impennate ed è questo che temono di più gli analisti. Infatti a causa del legame con Mosca le cose potrebbero prendere una piega totalmente sbagliata.

Il problema potrebbe quindi verificarsi non a medio-lungo termine (magari il prossimo inverno) ma anche in una situazione più ravvicinata con situazioni poco agevoli per la cittadinanza. Al momento, ad ogni modo, si tratta di una prospettiva quindi non ci sono ancora numeri effettivi ed è solo quello che ci si può immaginare accadrà nel breve periodo.

Le cose potrebbero comunque andare diversamente e quindi i Governi potrebbero intervenire, come fatto in passato, per arginare il problema e mitigare quanto possibile l’impatto in termini economici sulla popolazione. Dopotutto visti i consumi molto bassi durante l’estate, almeno per l’Italia, non ci saranno grandi problemi di cui prendere atto.

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